L’Inghilterra rallenta nel suo cammino ai Mondiali 2026. Dopo il convincente successo per 4-2 contro la Croazia all’esordio, la Nazionale inglese non va oltre lo 0-0 contro il Ghana nella seconda partita del Gruppo L. Un pareggio che non compromette la qualificazione, ma raffredda l’entusiasmo attorno ai Tre Leoni.
Contro una squadra organizzata, fisica e molto disciplinata, l’Inghilterra ha avuto il controllo del possesso ma ha faticato a trasformarlo in occasioni vere. La prestazione è stata ordinata, ma poco brillante: tanta gestione, poca fantasia e pochi strappi negli ultimi metri.
Una partita bloccata e senza grandi emozioni
Il tema tattico è stato chiaro fin dai primi minuti. L’Inghilterra ha provato a comandare il gioco, mentre il Ghana ha scelto un atteggiamento compatto, prudente e molto attento nelle distanze tra i reparti. Il risultato è stato un match spezzettato, con poche accelerazioni e pochissimi spazi centrali.
Harry Kane è rimasto spesso isolato, stretto tra i difensori ghanesi e servito raramente in condizioni favorevoli. Anche il centrocampo inglese, pur mantenendo il controllo del pallone, non è riuscito a trovare verticalizzazioni efficaci o cambi di ritmo realmente pericolosi. Declan Rice ed Elliot Anderson hanno dato equilibrio, ma poca imprevedibilità.
Il Ghana strappa un punto prezioso
Il Ghana merita credito. La squadra africana non ha giocato una partita spettacolare, ma ha interpretato perfettamente il piano gara: chiudere gli spazi, rallentare l’Inghilterra e provare a colpire in transizione. Per una nazionale che aveva battuto Panama all’esordio, il pareggio contro i Tre Leoni vale molto anche in ottica qualificazione.
Il commissario tecnico Carlos Queiroz ha contestato alcune decisioni arbitrali, lamentando il mancato intervento del VAR in episodi considerati decisivi dalla panchina ghanese. Al netto delle polemiche, il Ghana ha ottenuto ciò che cercava: un punto pesante contro una delle favorite del torneo.
Inghilterra: talento tanto, ritmo poco
Il problema principale dell’Inghilterra è stato il ritmo. Dopo il 4-2 alla Croazia, ci si aspettava una squadra più libera, più aggressiva e più convinta. Invece i Tre Leoni sono sembrati lenti nella circolazione e poco incisivi sulle corsie esterne.
I cambi nella ripresa hanno portato un po’ più di velocità, con giocatori come Bukayo Saka e Marcus Rashford candidati a guadagnare spazio nelle prossime partite. Tuttavia, l’impressione è che Tuchel debba trovare una formula più efficace contro le squadre chiuse.
Quando gli avversari abbassano il baricentro, l’Inghilterra tende ancora a diventare prevedibile.
Cosa cambia nel Gruppo L
Il pareggio lascia l’Inghilterra in una posizione comunque favorevole. Dopo due partite, i Tre Leoni restano in corsa per il primo posto del Gruppo L e avranno l’occasione di chiudere il discorso qualificazione nell’ultima gara contro Panama.
Ma il messaggio della partita è chiaro: per arrivare fino in fondo non basterà avere tanti campioni in rosa. Serviranno fluidità, intensità e maggiore cattiveria negli ultimi metri.
Conclusioni
Inghilterra-Ghana 0-0 è una partita che non resterà nella memoria per lo spettacolo, ma potrebbe essere utile come campanello d’allarme. L’Inghilterra non ha perso, non ha rischiato il tracollo e mantiene una buona posizione nel girone. Però ha mostrato limiti già noti: fatica contro blocchi bassi, poca creatività centrale e dipendenza dalle giocate dei singoli.
Il Mondiale è ancora lungo e i Tre Leoni hanno tutto il tempo per crescere. Ma dopo la notte brillante contro la Croazia, questo pareggio contro il Ghana ricorda una vecchia verità dei grandi tornei: vincere da favoriti è difficile, soprattutto quando gli avversari ti costringono a inventare calcio negli spazi stretti.
